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Ritagli di vita

Lunedì 20 dicembre 2021 –

È un normale weekend pre-natalizio, entro in casa e T. scatta subito in piedi davanti alla porta pronta e impaziente di iniziare i compiti. “Benvenuta!” esclamano in coro. Si respira il Natale in ogni stanza della casa, a partire dal salotto che è riccamente addobbato e abbonda di babbi natali di tutte le forme e dimensioni.
T. e N. ci tengono a mostrarmi subito i loro enormi babbi natali personali esposti ai lati della tavola: uno bianco e uno rosso, con le braccia che si muovono e i regali in mano. Glieli ha regalati il papà, uno per ciascuno, quando erano in Libano ed hanno viaggiato insieme a loro fino a Macerata (occupando probabilmente un’intera valigia.
Così, mentre N. spazzola con delicatezza la lunga barba bianca del suo “babbo” canticchiando qualcosa in arabo, chiedo cosa hanno scritto nella letterina per Babbo Natale. N. corre al cassettone dei giochi, tira fuori un bel rossetto fucsia e inizia a metterselo con lo specchietto… così intendendo che vorrebbe ricevere dei nuovi trucchi. A T. piace molto la musica e vorrebbe imparare a suonare la chitarra. Cogliamo l’occasione per ascoltare insieme della musica, la cantante preferita di T. è Fairuz, famosissima artista libanese e nome di maggior rilievo nella musica araba del ventesimo secolo. Orgogliosa, mi fa sentire qualche canzone su youtube e poi passa alle tipiche canzoni natalizie come “Astro del ciel” o “Tu scendi dalle stelle” in versione araba. Quando invece le chiedo chi è il suo cantante italiano preferito, divertita, mi risponde cantando “Lasciatemi cantaaare, con la chitarra in manoooo…”. Un profondo momento di scambio culturale.

La materia preferita di T., infatti, mi dice che è musica, perché in classe si suona e si canta tutti insieme. La seconda, invece, è matematica.
“Andiamo a fare i compiti!” mi ricorda T. “Inglese e matematica già fatti!” esclama con entusiasmo, oggi lettura di italiano: Biografia di Lionel Messi.
Scopro che al papà piace molto il calcio e adora Messi. Impariamo insieme a leggere le date e T. scoppia a ridere ogni volta che deve leggere quei “numeri lunghissimi” come millenovecentoottantasette, anno di nascita del calciatore e anche di mamma L.
T. passa dal francese all’arabo, dall’italiano all’inglese con estrema scioltezza, ma spesso le pronunce delle diverse lingue si sovrappongono e si mescolano facendo risultare il tutto molto buffo e divertente.
Dopo aver letto il brano per ben tre volte e completato l’esercizio, T. mi fa vedere entusiasta i compiti di matematica e inglese fatti da sola il giorno prima. Una cartolina blu con su scritto “Descrivi e disegna cosa vuoi fare da grande”. La risposta, in inglese: “I want to be a judge, because I love justice and work in the court”.
“Questa sono io!” mi dice poi, indicando il disegno di lei da grande vestita da giudice.
“Bravissima!” le dico.
Intanto, in corridoio, la piccola N. richiama l’attenzione della sorella sventolando i suoi lunghi capelli neri e ripetendo di tanto in tanto, ad alta voce, frasi in italiano imparate in famiglia tipo: “Ho bisogno della fattura, per favore! Ho bisogno della fattura, per favore!”

Torniamo in salotto a giocare un po’ insieme, la tv è accesa su un canale arabo per bambini, N. stava guardando Masha & Orso. Cerco di fare conversazione anche con L., tramite T. che ormai è diventata la nostra interprete personale.
Stiamo parlando di cosa vogliono fare da grandi le bambine, N. vuole fare la dottoressa dei bambini piccoli perché si guadagnano tanti soldi, poi sogna di farsi il piercing al naso come la mamma, ma anche quello all’ombelico come le rockstar. Qui il comando vocale di Google traduttore, con la tipica voce distorta e robotica, ci viene in aiuto (o forse no), producendo una frase, senza alcun nesso logico con l’argomento di cui stavamo parlando, del tipo “Sei un burlone!”. Scoppio in un’inevitabile risata spontanea.

La mattinata continua piacevolmente così, con L. che tutta contenta ne approfitta per farmi la manicure mentre “chiacchieriamo”, tra risate, frasi robotiche del traduttore automatico, musica arabeggiante e fantastico caffè siriano.

Clelia Marinucci

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